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La Juta a Montevergine

La juta a Montevergine in una foto storica

Un evento tra i più rappresentativi per l’intera Campania, che vanta secoli di storia e di folklore, in una perfetta combinazione di sacro e profano, fede e festeggiamenti, tradizione e modernità.

Quando si parla della “Juta a Montevergine si fa riferimento alla storia di un territorio che non vuole essere dimenticata ma che ritorna, anno dopo anno, decennio dopo decennio, a far parlare di sé e a trascinare folle di fedeli, turisti, curiosi o semplici amanti degli autentici valori di una volta.

Un sentito pellegrinaggio che fin da tempi lontani conduce ai piedi di “Mamma Schiavona”, così come viene chiamata la Madonna nera di Montevergine, per invocarne la grazia.

Una devozione che ha origini antiche, che si inerpica tra le “distrazioni” del tempo presente e che, nonostante ciò, accoglie costantemente nel suo Santuario grandi quantità di persone provenienti da tutta la regione.

Coloro che si recano a onorare la Madonna giungono tradizionalmente la sera precedente la festa del 12 settembre e sostano a Ospedaletto d’Alpinolo, in attesa di ripartire il mattino successivo per compiere la cosiddetta “Juta”, lungo la panoramica strada in salita che conduce al luogo di culto.

I festeggiamenti sono cadenzati dall’allegria della “tammuriata”, la tipica danza della Campania, cui si accompagnano un bel bicchiere di vino, della frutta secca oppure un dolce tipico di produzione locale. Un’occasione per rinnovare l’alto valore storico, culturale e gastronomico che questo evento da sempre divulga sul territorio.

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